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Sapori d'Italia

Un gelato fai-da-te

Un gelato fai-da-te
Cono o coppetta?

Ecco la domanda che vi verrà fatta più spesso nei prossimi mesi…
Meglio abbinare la cremosità del gelato con la croccantezza della cialda o affondare il cucchiaino nel proprio gusto preferito?
E poi, siete più tipi da abbinamenti classici o preferite osare con accostamenti sempre nuovi?
E se pensate che i dubbi amletici della stagione calda siano finiti qui, vi sbagliate di grosso.
Sì, perché ce n’è un altro che si fa sempre più strada. E dunque: il gelato lo andiamo a prendere in gelateria oppure ce lo facciamo in casa?

Preparare un gelato fresco, fruttato, cremoso e goloso direttamente nella propria cucina, è moda sempre più diffusa. Il procedimento, poi, è semplicissimo e, se non disponete della classica gelatiera, niente panico: potete usare il frullatore.

Per preparare un buon gelato a base di frutta, servono: 100 grammi di frutta, 150 ml di latte e 40 grammi di zucchero a velo.
Per prima cosa, tagliate la frutta prescelta in pezzi piccoli. Dunque, mettete nel congelatore la frutta e il latte, dopo averlo versato nelle formine per preparare il ghiaccio. Congelati gli ingredienti, tirate fuori la frutta. Trascorsi cinque minuti, mettetela nel mixer insieme ai cubetti di latte congelato e allo zucchero, e frullate. Importante: il frullatore deve avere lame grandi, adatte a tritare il ghiaccio. Una volta che tutti gli ingredienti sono ben triturati, bisogna farli amalgamare. Dunque, spostate il composto in un frullatore a lame più piccole oppure, semplicemente, riducete la velocità del tritatutto finché non la consistenza del gelato non vi soddisfi.
Cono o coppetta? Servite il gelato a vostro piacimento.

Per sperimentare gusti e ricette sempre nuovi, potreste valutare l’acquisto di una gelatiera. In commercio ce ne sono di due tipi: autorefrigerante e ad accumulo. La prima vi permette di fare gelati a più non posso perché, a differenza della seconda, non necessita del congelatore: ci pensa il motore, infatti, a raffreddare il composto durante la mantecazione. Quelle ad accumulo, però, sono più economiche. 



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